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Arteriopatia obliterante degli arti inferiori: ecco le linee guida dei chirurghi americani

Pubblicate su JAMA le nuove linee guida della Society for Vascular Surgery concernenti la gestione dell’arteriopatia obliterante degli arti inferiori. Rispetto a quanto propugnato dalle società scientifiche di cardiologia americane, i chirurghi vascolari adottano un approccio più soft nel consigliare lo screening. Sul fronte dei trattamenti viene suggerito come approccio iniziale, anche nei soggetti sintomatici, un programma di attività fisica supervisionata; gli interventi di rivascolarizzazione vengono assolutamente sconsigliati nei soggetti asintomatici. Linee guida all’insegna della razionalizzazione della spesa sanitaria quelle appena licenziate dalla Society for Vascular Surgery. I chirurghi americani, nel documento appena pubblicato su Jama, raccomandano infatti di evitare lo screening di popolazione per arteriopatia periferica (PAD) in assenza di fattori di rischio, storia, segni o sintomi di PAD. Un’indicazione in netto contrasto con quella delle linee guida congiunte delle società di cardiologia americane (ACC/AHA) che raccomandano lo screening per tutti i pazienti ad aumentato rischio di PAD, compresi i soggetti dai 65 anni in su, oltre che in quelli dai 50 in avanti se hanno storia di diabete o se fumatori. E’ un nodo questo che per essere sciolto avrà bisogno delle evidenze di ulteriori studi; nonostante la revisione sistematica della letteratura disponibile suggerisca che l’ABI possa migliorare la previsione del rischio di malattie cardiovascolari, secondo gli autori di queste linee guida, le prove disponibili non sono di forza tale da far raccomandare lo screening di popolazione nei soggetti asintomatici.