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Degenerazione maculare, aumentano i farmaci efficaci per il trattamento

Il «fondo dell’occhio» ora si può curare meglio. Resta il problema della durata variabile della terapia. Talvolta è sufficiente uno schema fisso che prevede un numero preciso di iniezioni, mentre altre volte viene preferita la somministrazione «al bisogno». 
Nell’Era digitale la salute degli occhi passa anche attraverso una App. Ce n’è più d’una, scaricabile dagli store, come per esempio iVista, e tutte propongono test capaci di intercettare anomalie della visione, compresi i primi sintomi di una malattia sempre più diffusa a causa del progressivo invecchiamento della popolazione: la degenerazione maculare senile. All’inizio questo disturbo fa sì che si cominci ad avere una visione offuscata e , guardando un foglio, si vedano storte righe che, in realtà, sono diritte. Poi i sintomi peggiorano: compare una macchia scura al centro del campo visivo e, con il tempo i pazienti non riescono più a riconoscere i visi (si ha infatti una perdita della visione centrale). 
Le due forme di degenerazione maculare. 
Identificare all’esordio questa patologia, soprattutto nella cosiddetta forma umida, significa curarla con più probabilità di successo. «Esistono due forme di degenerazione maculare — precisa Federico Ricci, oftalmologo e direttore del Centro di riferimento regionale per le patologie retiniche all’Ospedale Policlinico, Università di Tor Vergata — quella umida (caratterizzata da proliferazione di vasi sanguigni ed essudazione della retina, ndr) e quella secca (in cui, invece, si formano depositi di lipoproteine chiamati drusen, ndr ).