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La Vertebroplastica e gli studi che ne mostrano l’evidenza clinica

La vertebroplastica (VP) è una tecnica in uso da molti anni per il trattamento dei crolli vertebrali sia porotici o neoplastici o traumatici, al fine della riduzione della sintomatologia dolorosa di tali pazienti nonché per la stabilità vertebrale. Tuttavia nel 2009 sono stati pubblicati i 2 ben noti trial randomizzati su una rivista medica prestigiosa (New England Journal of Medicine) che avevano posti seri dubbi sulla efficacia terapeutica della VP nel trattamento delle fratture da osteoporosi. Questi trial, seppur caratterizzati da numerosi bias nei criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti così come delle modalità di imaging pre-trattamento, avevano spesso condizionato e minato la credibilità del trattamento rispetto al trattamento medico; anche recentemente su un quotidiano nazionale tale tecnica era stata presa ad esempio tra quelle procedure che vengono eseguite in campo medico senza avere la evidenza scientifica del trial randomizzato. Premesso che in alcuni settori è particolarmente complesso eseguire tali tipi di studi (per esempio nella valutazione dei pazienti affetti da ernia discale è complesso valutare la efficacia terapeutica di una procedura mini-invasiva rispetto alla storia naturale), è stato nelle settimane scorse pubblicato su Lancet lo studio VAPOUR , pubblicato da un gruppo di colleghi australiani che hanno evidenziato la superiorità del trattamento con VP nelle fratture porotiche rispetto alla storia naturale. Lo studio è stato effettuato su 121 pazienti , 61 assegnati alla VP e 60 al placebo con anestetico locale.