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Management dei pazienti con Fibrillazione Atriale e Tromboembolismo Venoso: nuove acquisizioni

La Fibrillazione Atriale (FA) ed il Tromboembolismo venoso (TE) sono due patologie di estrema importanza sia per quanto riguarda la loro frequenza sia per l'impatto clinico in termini di mortalità e morbilità. La fibrillazione atriale rappresenta una evenienza clinica sempre più frequente nella popolazione, in particolar modo in quella anziana, rappresentando quindi l’ aritmia di più comune riscontro nella pratica clinica; essa colpisce l'1-2% della popolazione generale nei paesi occidentali e circa il 5% nelle persone sopra i 65 anni, raggiungendo addirittura il 18% nella popolazione di età uguale o superiore a 85 anni. I dati della letteratura indicano che il rischio di ictus è aumentato mediamente di circa 5 volte in presenza di fibrillazione atriale. Il tromboembolismo venoso rappresenta tuttora una patologia frequente nonostante gli sforzi spesi per migliorare l' appropriatezza della profilassi sia in ambito chirurgico che medico; in particolar modo l’ embolia polmonare rappresenta ancora oggi la terza causa di mortalità cardiovascolare nei paesi occidentali. Inoltre, circa il 10 % dei decessi in ambito ospedaliero è attribuibile ad eventi embolici polmonari.