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Sla. La comunità scientifica italiana si confronta sul futuro della ricerca

La ricerca sulla Sla in Italia è più attiva che mai e si conferma un’eccellenza. Gli studiosi italiani scommettono su diversi fronti della ricerca di base, dai biomarcatori, ai nuovi modelli di malattia, fino all’epigenetica, al fine di individuare strategie terapeutiche efficaci. E' quanto emerso dal VI Convegno scientifico annuale promosso da AriSla. 
La ricerca sulla SLA in Italia è più attiva che mai e si conferma un’eccellenza. Gli studiosi italiani scommettono su diversi fronti della ricerca di base, dai biomarcatori, ai nuovi modelli di malattia, fino all’epigenetica, al fine di individuare strategie terapeutiche efficaci. L’obiettivo più importante è rispondere al più presto alle esigenze dei pazienti che oggi in Italia sono circa 6000 e nel mondo 420.000, ma secondo una recente ricerca italo-americana il dato è destinato a crescere: è previsto entro il 2040 un aumento del 32% dei casi, specialmente tra le donne. A confrontarsi sugli sviluppi e i nuovi scenari della ricerca scientifica i quasi 300 ricercatori italiani presenti al VI Convegno scientifico annuale ‘Nuove prospettive di ricerca per un futuro senza SLA, che si è svolto a Milano presso il Centro Congressi di Assolombarda e promosso da AriSLA, la Fondazione italiana di ricerca sulla SLA. AriSLA rappresenta oggi il principale organismo in Italia che si occupa esclusivamente della promozione e del sostegno della ricerca scientifica di eccellenza.