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Tumori della pelle, minaccia ancora trascurata in chi lavora all’aria aperta


Addetti all’agricoltura, alle costruzioni e pescatori i più a rischio: hanno il doppio delle probabilità di ammalarsi. L’eccesso di raggi ultravioletti danneggia il Dna della pelle. Circa 14 milioni e mezzo di europei lavorano all’aria aperta, ovvero trascorrono almeno il 75 per cento della loro giornata lavorativa sotto il sole. Sono però generalmente poco consapevoli del fatto che, a causa del loro impiego, hanno il doppio delle probabilità di chiunque altro di ammalarsi di un tumore della pelle.L’allarme arriva dal congresso dell’Accademia Europea di Dermatologia e Venereologia (EADV) appena conclusosi a Vienna: «Nonostante i raggi solari siano inseriti fra gli agenti cancerogeni certi nella lista ufficiale dell’Organizzazione mondiale di sanità i lavoratori outdoor sono poco protetti — ha sottolineato John Swen Malte, docente e primario di Dermatologia all’Università di Osnabrueck in Germania, che ha presieduto una sessione del convegno dedicata ai tumori occupazionali —. Servono campagne informative e una legislazione migliore. Sono ancora moltissimi i pazienti che ci chiedono: “perché nessuno me l’ha detto prima? Avrei fatto maggiore attenzione, mi sarei informato e difeso”».