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“Via al 2° pilastro sanitario con polizze alla portata di tutti”. E RBM propone un’Assicurazione Sanitaria Sociale Integrativa

Solo due italiani su dieci hanno una polizza sanitaria integrativa, spesso legata a dinamiche lavorative, come i benefit aziendali o sottoscritta dalle fasce più abbienti della popolazione. La proposta avanzata durante la quarta edizione dell'Health Insurance Summit a Milano, è quella di raggiungere invece tutti i cittadini, creando un “secondo pilastro sanitario” che affianchi il SSN che possa salvaguardare l'universalismo e l'equità del sistema.
Il conto è di 34,5 miliardi di euro. È la fattura che gli italiani hanno pagato di tasca propria nel 2015 per le cure private, nonostante il Servizio Sanitario Nazionale. Una cifra pari a circa 570 euro pro capite (che si aggiunge al prelievo fiscale) e che ormai resta una costante da diversi anni. Se per qualcuno ricorrere al privato può essere una scelta, per molti è un obbligo che scaturisce dalle inefficienze del pubblico. Non a caso nello stesso periodo, stando ai dati del Censis, 12 milioni di persone hanno dovuto rinunciare alle cure o quantomeno rimandarle per impossibilità a farvi fronte. Eppure nonostante il panorama poco incoraggiante, il dibattito pubblico resta asfittico e concentrato su temi quali la riduzione degli sprechi o l'efficientamento del sistema e si fa fatica a prendere atto di una situazione ormai conclamata, tanto che gli spunti per regolamentare questo stato di cose arrivano dal settore privato e in particolare dalle assicurazioni.