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Emilia Romagna: all’asilo nido soltanto i bambini vaccinati

L’Emilia-Romagna è la prima Regione a reintrodurre per legge il vincolo iscrizioni-prevenzione. «Non vogliamo rivedere malattie scomparse, medici e famiglie sono d’accordo». «No vaccino, no nido». L’Emilia-Romagna arriva per prima e reintroduce senza tentennamenti l’obbligo di proteggere i bambini all’inizio del percorso educativo. Un grande consenso ha sostenuto la legge passata ieri in Consiglio, con l’astensione di Sel e centrodestra. Contrari i Cinque Stelle. Ha prevalso un concetto: «Tu, genitore, sei libero di scegliere, ma non di mettere a repentaglio la vita dei compagni di tuo figlio». L’assessore alla sanità Sergio Venturi è molto soddisfatto: «Noi siamo stati sempre convinti di tenere la linea dura. La situazione è critica. Non vogliamo rivedere malattie scomparse. Altre Regioni dovrebbero seguire il nostro esempio perché il rischio è alto. La comunità medica e le famiglie sono d’accordo». L’obbligo riguarda le quattro punture base, difterite, poliomelite, tetano ed epatite B, offerte in un’unica soluzione. Le altre presenti nel calendario dell’infanzia sono definite «raccomandate», ma non perché ritenute meno importanti. Di morbillo e pertosse si può morire.