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L’ago «incandescente» per rimuovere i tumori in dieci minuti: funziona?

La termoablazione non è affatto una novità e non è adatta su tutti i tumori: va bene per quelli inferiori a 5 centimetri, serve la sedazione e la chemioterapia è comunque necessaria per ridurre la massa tumorale prima e per scongiurare recidive poi. 
Pochi giorni fa ho letto di un intervento per rimuovere un tumore al fegato che mi ha molto colpito. Se ho capito bene, si tratterebbe di un’operazione che si svolge senza bisturi, e quindi senza «tagli» sul paziente, grazie a una specie di ago incandescente in grado di «liquefare » il tumore. Dieci minuti di durata per l’intervento. Piccolissima la ferita, giusto lo spazio per fare entrare l’ago, qualche millimetro; nessuna giornata di degenza: subito a casa. Di anestesia non mi pare si parlasse, ne ho dedotto (ma forse mi sbaglio) che non fosse neppure necessaria. Ma questo tipo di operazione è di routine o è un’assoluta novità? Ed è tutto vero quello che ho letto? E quali tipo di tumore si potrebbero trattare così? Mia moglie, che è un tipo sospettoso, dice che interventi di questo tipo, così avanzati, semplici (una passeggiata in pratica per il malato) e risolutivi vengono tenuti «nascosti» al grande pubblico perché Big Pharma vuole continuare a vendere i suoi chemioterapici. Io, che stento a credere al grande complotto mondiale, mi domando se ugualmente anche dopo questo tipo di operazioni, i chemioterapici non servano, o possano comunque essere utili. Chi ha ragione?