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Neonati nella camera con i genitori per ridurre il rischio di morte in culla

Secondo i pediatri americani condividere la stessa stanza per almeno i primi sei mesi di vita permette ai genitori di controllare meglio i figli. Ma i letti devono sempre essere separati, altrimenti il rischio di Sids aumenta. I neonati dovrebbero dormire nella stessa camera dei genitori per almeno i primi sei mesi della loro vita per ridurre al minimo il rischio di decessi legati al sonno. E anzi, ancor meglio se la condivisione della camera si prolunga fino all’anno di età. Lo raccomandano i pediatri americani con un rapporto pubblicato sull’American Academy of Pediatrics. Oltre all’anno è però sconsigliabile prolungare questa abitudine. 
No al lettone. 
Resta valida e importante da seguire la raccomandazione che i neonati non devono condividere il letto con i genitori perché questo comportamento aumenta invece il rischio della sindrome di morte improvvisa del lattante (SIDS). Il rapporto sulle nuove linee guida afferma che i genitori che condividono la camera con il loro bambino vedono ridurre il rischio di Sids del 50%. Dormire nella stessa stanza infatti permette di monitorare meglio il bambino mentre dorme , è meno stancante perché non ci si deve alzare, inoltre la vicinanza con la mamma favorisce l’allattamento al seno, altro sistema naturale che ha dimostrato, tra le altre cose, di avere effetto preventivo nei confronti della SIDS (riduce il rischio del 70%).