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Parkinson, difficoltà dopo la diagnosi «Un anno di depressione è normale»

Sottovalutato l’impatto emotivo della malattia. Bene, invece, la condivisione delle informazioni e il confronto tra malati. Le associazioni: «Farmaci ancora irreperibili».
La malattia di Parkinson fa ancora paura, spesso impatto emotivo e psicologico della diagnosi viene sottovalutato e tuttora esiste lo stigma sociale nei confronti di chi soffre di questa malattia neurologica caratterizzata principalmente da disturbi del movimento. Sono alcuni risultati preliminari di uno studio pilota condotto in Lombardia nell’ambito del progetto «Libro bianco sulla malattia di Parkinson», promosso da «Parkinson Italia» , confederazione di associazioni di pazienti, familiari e volontari, in collaborazione col mondo della ricerca e dell’università, per provare a definire un quadro globale della patologia e promuovere azioni per migliorare l’assistenza e la qualità di vita delle persone malate. Proprio per dare voce ai pazienti e ai caregiver e alle difficoltà che affrontano nella vita di tutti i giorni prosegue il tour «Perkorsi - Le strade del Parkinson», una serie di incontri promossi da Parkinson Italia in diverse regioni, che rappresentano anche un’occasione di confronto tra associazioni locali, medici e rappresentanti delle istituzioni.