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Tumore del polmone e impatto sociale. Nasce il Roche Lung Cancer Observatory



Lo scorso giovedì in anteprima a Roma è stato presentato REDUCING THE BURDEN: The economic and social costs of lung cancer in Italy, uno studio realizzato da The Economist Intelligence Unit con il supporto incondizionato di Roche. Lo studio ha coinvolto numerosi esperti italiani e internazionali provenienti da diverse aree disciplinari, allo scopo di analizzare il peso sociale ed economico del tumore al polmone. 
In occasione dell’evento “Il nemico sconosciuto: i costi socio-economici del tumore al polmone in Italia”, svoltosi a Roma giovedì 24 novembre, è stato presentato in anteprima REDUCING THE BURDEN: The economic and social costs of lung cancer in Italy, uno studio realizzato da The Economist Intelligence Unit con il supporto incondizionato di Roche. Lo studio ha coinvolto numerosi esperti italiani e internazionali provenienti da diverse aree disciplinari, allo scopo di analizzare il peso sociale ed economico del tumore al polmone. Si tratta di una patologia che, considerando le cifre fornite da Eurostat, è a maggior impatto sociale in Europa e in Italia: 280.000 decessi nell’Unione Europea, ovvero il tumore a più alto tasso di mortalità. In Italia è la prima causa di morte per tumore per gli uomini e la terza per le donne. “Siamo felici di essere riusciti a sostenere questo importante studio e di poterlo presentare alla stampa italiana all’interno di questo incontro. – ha dichiarato Francesco Frattini, Chief of Staff & Director of Communications Roche Spa. – Roche Lung Cancer Observatory è un progetto che ha l’obiettivo di informare e favorire una discussione a tuttotondo sul tumore al polmone che possa prendere spunto sia da dati Italiani sia da quelli europei cercando parthership importanti come nel caso del The Economist. Grazie a questo autorevole partner, infatti, siamo in grado di avere una fotografia dei costi economici e sociali della malattia e far emergere i punti salienti su cui tutti i principali stakeholder nazionali ed internazionali dovrebbero impegnarsi: la prevenzione, la sostenibilità e la partnership”.