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Il nuovo Piano nazionale esiti: 1.371 ospedali ai raggi X. Calano i cesarei (tranne Sud e Liguria), frattura femore sempre più speed e meno mortalità da infarto post ricovero. Ma restano molte zone d’ombra. E solo il 14,7% degli ospedali ha livelli di qualità al top

Il quadro mostra molti indicatori di qualità in crescita ma con ancora troppe aree di difficoltà. Dalla permanenza di punti nascita troppo piccoli e quindi poco sicuri, alla bassa percentuale (solo 30%) di strutture oncologiche con un range di interventi a polmone, stomaco e mammella superiore ai livelli minimi sotto i quali la qualità e la sicurezza sono a rischio. Molte novità in questa edizione con più indicatori e un nuovo sistema di valutazione che consente di fotografare la qualità di ogni ospedale attraverso gli indicatori di 7 aree cliniche principali. 
Si riducono i parti cesarei e i tempi di operazione delle fratture del femore così come cala la mortalità da infarto dopo il ricovero. Ma non solo, scendono anche i numeri delle ospedalizzazioni (segno che il territorio inizia forse a filtrare). Ancora molta strada da fare invece c’è ancora nel rapporto tra volumi ed esiti di cura. Per quanto riguarda per esempio i tumori di polmone, stomaco e mammella uno scarso 30% delle strutture che eseguono questi interventi ne effettua un numero superiore allo standard di qualità. E poi i punti nascita sotto i 500 parti l’anno: i progressi sono ancora timidi dato che 1 su 4 è ancora sotto soglia. Questi i dati principali dell’ultima edizione del Piano Nazionale Esiti 2016 presentata oggi da Agenas che come ogni anno registra i volumi e gli esiti di cura delle 1.371 strutture sanitarie pubbliche e private.
Le novità.
Come ogni anno anche in quest’ultima edizione ci sono delle novità. In primis aumentano gli indicatori che passano da 146 a 158 (60 di esito/processo, 69 volumi di attività e 29 indicatori di ospedalizzazione) con un incremento particolare nell’area ortopedica, pediatrica e angiologica e si rafforzano gli strumenti di audit per la verifica dei dati, ma la novità più grande di quest’anno è sicuramente la valutazione sintetica di tutte le strutture sanitarie italiane per aree cliniche.