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S. Camillo di Roma: stop alle cure a casa per i malati ematologici



L’ospedale ha deciso di non rinnovare la convenzione per l’assistenza domiciliare con l’associazione «Sanes onlus» che dal 2007 fornisce il servizio gratuitamente. Chi soffre di una malattia ematologica spesso deve sottoporsi a cure lunghe e debilitanti, con continui accessi al day hospital, anche più volte a settimana, per fare il prelievo di sangue o la trasfusione. L’assistenza domiciliare consente al paziente di essere seguito a casa, nel suo ambiente, risparmiandogli il disagio - anche psicologico - di recarsi ogni volta in ospedale. Da anni all’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma i pazienti in cura presso il centro ematologico possono essere curati e assistiti con la stessa attenzione a domicilio, grazie alla collaborazione tra personale sanitario del centro e volontari e professionisti dell’associazione onlus “Sanes”, (Studio e assistenza alle neoplasie del sangue), nata nel 1984 presso l’Ospedale - dove tuttora ha la sede - per iniziativa dei genitori di un ragazzo deceduto per leucemia, Claudio Pacifici, e grazie all’impegno del primario di ematologia dell’epoca, Antonio De Laurenzi. Da qualche mese, però, il servizio di assistenza domiciliare ematologica è stato sospeso.
Nessun sostegno psicologico 
«La convenzione con l'associazione Sanes per questo servizio è scaduta e l’ospedale ha deciso di non rinnovarla, quindi niente più assistenza domiciliare e niente più sostegno psicologico – dice F.R. - tuttora in cura presso il centro ematologico dopo un trapianto di midollo osseo - che, a nome anche degli altri pazienti ematologici in assistenza domiciliare, ha scritto alla direzione dell’ospedale chiedendo di rivedere la decisione – . Anch’io ho usufruito dell'assistenza domiciliare totalmente gratuita della Sanes onlus, ricevendo non solo un sostegno psicologico ma anche un aiuto concreto nel gestire le difficoltà che si devono affrontare quando si è sottoposti a cure invasive.