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Sla, protesta contro l'inadeguatezza dei fondi statali. Mauro: "Servono 600 milioni"



Da sinistra, Massimo Mauro (presidente 
Aisla) e Alberto Fontana (presidenre Arisla)

Previsto un presidio sotto il ministero dell'Economia dalle 10.30 di mercoledì 30 novembre: "Il ministro Poletti ci ha invitato a un tavolo straordinario. Apprezziamo il riconoscimento del governo, ma i 450 milioni non sono sufficienti" ha dichiarato il presidente dell'Aisla. "Scriviamo da tempo a Renzi. Aiutare i malati di Sla un esempio di civilità per il nostro paese".
Più impegno da parte dello Stato nei finanziamenti ai malati di Sla. Questa è la richiesta dell'Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) per sostenere le quasi 6000 persone affette dalla patologia neurodegenerativa. Mercoledì 30 novembre dalle 10.30 familiari e sostenitori dei malati di Sla - e altre affezioni fortemente invalidanti - daranno vita a un presidio sotto il ministero dell'Economia per chiedere che i fondi raggiungano la quota di 600 milioni di euro. Una cifra distante dai 450 milioni di esborso previsti dal governo Renzi. Il sostanziale aumento del Fondo per le Non Autosufficienze, entro il quale non rientrano esclusivamente i malati di Sla, è considerato dall'Associazione indispensabile: "La cifra di 600 milioni, benché importante, - ha dichiarato il presidente dell'Aisla, Massimo Mauro - è per noi minima, soprattutto se consideriamo i costi delle cure per chi è affetto dalla malattia". Mauro, ex calciatore e ora mentatore televisivo, era amico di Stefano Borgonovo anche lui calciatore, morto di Sla tre anni fa. "Per una degna assistenza al domicilio - aggiunge - sono necessari dai 100mila ai 120mila euro annui. Considerando i 6000 malati, di cui molti gravi e gravissimi, è fondamentale per noi che lo Stato si impegni per almeno 600 milioni di euro".