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Emergenza sangue, meno donatori per influenza e maltempo

Carenze in nove Regioni, a rischio le trasfusioni. In Lombardia rinviati gli interventi non urgenti. L’appello delle Regioni: «Chi può vada a donare». 
L’ondata di influenza che da giorni sta mandando in tilt i pronto soccorso di mezza Italia (ora alle prese anche per assistere le vittime di cadute a causa del ghiaccio) sta paralizzando anche il sistema della donazione del sangue. Influenza e gelo hanno messo fuori combattimento buona parte dei due milioni di donatori abituali. L’Areu della Lombardia, l’azienda regionale che coordina il 118 e i sistema delle donazioni, ha invitato gli ospedali a usare «con prudenza» le scorte di sangue e a rinviare gli interventi non urgenti. Sono garantite le emergenze, ma anche le trasfusioni sono a rischio. A Milano, per far fronte alla carenza, gli stessi medici e gli studenti di medicina al Policlinico e al San Raffaele si sono messi in fila per donare. «Circa il 50% dei donatori abituali che stiamo chiamando in questi giorni non può rispondere al nostro appello», rivela Davide Rossi, responsabile del sistema raccolta sangue dell’Areu. Una situazione simile a quella che si sta verificando in tutto il Paese. Due le cause principali: da una parte il virus dell’influenza che sta mettendo ko buona parte della popolazione (il picco è atteso entro fine gennaio) a cui si aggiunge l’ondata di gelo che ha reso i trasporti e gli spostamenti molto più complessi perché le strade sono in gran parte impercorribili. A breve rischia di essere necessario mettere mano alle sacche strategiche, quelle conservate per calamità naturali.