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Responsabilità professionale e nuovi Lea. Ecco cosa cambia per la medicina legale

Finalmente saranno riconosciute “ope legis” le peculiarità delle competenze degli specialisti in medicina legale nelle ctu, nelle attività di risk management e nel SSN. E poi ci sono i nuovi Lea con l’implementazione delle attività medico-legali delle Asl. Ma il nostro lavoro non si ferma qui. 
Finalmente, in tempi brevi, saranno riconosciute “ope legis” le peculiarità delle competenze degli specialisti in medicina legale nelle ctu, nelle attività di risk management e nel SSN. Queste le conseguenze più rilevanti per i medici legali introdotti dal DDL sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure, approvato dal Senato e che, con la sua approvazione definitiva alla Camera, dovrebbe diventare legge dello Stato entro un mese, a meno di apocalittici eventi. Le novità più importanti sono introdotte dagli artt. 15 e 16. Il comma 1 dell’art. 15 prevede che “Nei procedimenti civili e nei procedimenti penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l'autorità giudiziaria affida l'espletamento della consulenza tecnica e della perizia a un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti nella disciplina ...”. Il comma 2 dell’art. 16, invece, prevede una sostanziale modifica dell'articolo 1, comma 540, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, riconoscendo finalmente anche agli specialisti in medicina legale le competenze necessarie nelle attività di gestione del rischio clinico, ambito fino ad oggi riservato esclusivamente ad altre discipline. In pratica l'articolo 1, comma 540, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 viene così modificato: “L'attività di gestione del rischio sanitario è coordinata da personale medico dotato delle specializzazioni in igiene, epidemiologia, in medicina legale ovvero da personale dipendente con adeguata formazione e comprovata esperienza almeno triennale nel settore”.