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Sanità Sostenibile: intervista al Prof. Rosario Polizzi

La costante difficoltà della Sanità Italiana ha come argomento principale la Sostenibilità.

Abbiamo intervistato il Prof. Rosario Polizzi, docente presso la Scuola di Medicina della Università di Bari, già Assessore Regionale della Puglia e Deputato (Commissione Lavoro) della Repubblica Italiana nella XIII legislatura.

Cos'è cambiato negli ultimi anni come sostenibilità? 
La pesante presenza della “politica” con i suoi interessi elettoralistici senza ovviamente obiettivi e programmi innovativi quindi solo sprechi! 

I continui tagli quali conseguenze avranno per le persone? 
Una qualità sempre più scadente delle prestazioni sanitarie e nel pubblico e nel privato. 

Qual è il problema principale nel rapporto governo-regioni? Non vi è una reale collaborazione tra le linee di indirizzo nazionali e quelle programmatiche regionali, quindi si determina una assistenza sanitaria differente da un punto di vista qualitativo tra regione e regione in particolare poi tra Nord e Sud. 

Ci indica tre proposte che secondo Lei migliorerebbero l'attuale sanità? 
  1. Un maggior rapporto tra assistenza e ricerca clinica; 
  2. La reale possibilità di realizzare la “chiamata diretta” del personale medico specie quello ad alta specializzazione; 
  3.  La diffusione sempre più capillare e verificata degli Ospedali di Insegnamento; 

In Italia si moltiplicano i casi di mala-sanità. Lei si è fatto promotore diretto di un caso molto particolare mediante un'associazione. Ci spiega? 
Una maggiore pratica clinica favorisce la automaticità dei comportamenti terapeutici e poi una maggiore educazione alla sana umiltà va insegnata durante il percorso di studi per la laurea e per la realizzazione delle specializzazione. 

Che futuro prevede per la nostra sanità? 
  • Grandi difficoltà di essere a livelli apprezzabili se: 
  • Bisogna rapidamente modificare i nostri piani di studio universitari; 
  • Intensificare gli scambi tra docenti e studenti (medici ed infermieri) aggiornamento e potenziamento della ricerca; 
  • Inserimento obbligatorio di almeno due lingue (inglese e francese) nei nostri piani di studio universitari) 
  • Garantire ai nostri neo-specialisti delle borse di studio almeno biennali che consentano di svolgere attività clinica ed infermieristica in altro centro europeo ed extra-europeo.
Il 2017 si prospetta incerto, soprattutto per la durata della legislatura. Tra tutte le tematiche in sospeso
probabilmente la più spinosa è quella dei rinnovi di contratti e convenzioni del personale sanitario. 
Quale sarà la vostra strategia per non perdere ulteriore tempo? 
Pensate che si riuscirà a chiudere le trattative oppure i tempi sono ormai troppo stretti?

Come premessa assoluta il sostegno alla RICERCA in tutti i campi del nostro ambito!! 
Il miglioramento della qualità delle prestazioni che offriamo ai cittadini è il postulato di ogni “rivendicazione” di tipo anche sindacale. Vogliamo Medici e Infermieri non solo sindacalmente soddisfatti ( e qui faremo una lotta molto dura), ma culturalmente all'altezza del più moderno approccio diagnostico-terapeutico.
Noi crediamo in una crescita continua e questa richiede del tempo se vogliamo che duri e che non sia soltanto propaganda elettorale di qualsiasi natura.
Crediamo nel rinnovo dei piani di studio della Scuola di Medicina e di quelli per le Specializzazioni in un unico con quelli delle Scuole Infermieristiche. Ci adopereremo per una nuova classe Dirigente nell'ambito delle Direzioni Sanitarie non più degli anonimi specialisti in igiene.
In sanità i tempi sono sempre stretti perché il cittadino-paziente richiede sempre di più, sempre il meglio ed in sempre più breve tempo, ma noi ci saremo con questi ritmi e se necessario affronteremo oltre al piano sindacale anche quello politico.