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Tumore ovaio. Diagnosi con esame del sangue: con la ‘biopsia liquida’ si apre una nuova frontiera

Lo studio che ha consentito di identificare una firma molecolare di microRNA (miRNA) nel siero delle pazienti affette da tumore epiteliale maligno dell’ovaio è stato in gran parte finanziato dall'Airc. Si pongono così le basi per successive ricerche mirate a valutare se la misura di questi miRNA possa essere utilizzata per una diagnosi più precoce. 
Sulla rivista Cancer Letter sono stati recentemente pubblicati i risultati di uno studio, attuato in gran parte attraverso finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), che ha consentito di identificare una firma molecolare di microRNA (miRNA) nel siero delle pazienti affette da tumore epiteliale maligno dell’ovaio. La ricerca è stata realizzata da un folto gruppo di ricercatori italiani (biologi, bioinformatici e statistici) facenti capo a diversi Centri clinici (Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, Università di Ferrara, Ospedali Civili di Brescia, Università del Sacro Cuore di Roma) ed è stato coordinato dall’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’. I miRNA sono delle piccole molecole di RNA che hanno importanti funzioni regolatorie. Sono molecole molto stabili e per questo si è scoperto di recente che vengono utilizzate dal tumore e dai tessuti del nostro organismo come degli importanti messaggeri intracellulari. In breve, funzionano sia all' interno della cellula sia dopo essere rilasciati in circolo come messaggeri di un processo tumorale o infiammatorio.