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L’ospedale di Salemi si trasforma e diventa un centro per neurolesi

La struttura era destinata alla chiusura per mancanza dei parametri stabiliti dal ministero. Ora si avvia a nuova vita con i primi otto pazienti.
SALEMI (Trapani) – Era un ospedale da chiudere, secondo i piani del ministero e della regione. Ma a Salemi, nella città proclamata da Garibaldi «la prima capitale d’Italia», resiste e si avvia a nuova vita il «Vittorio Emanuele III» con medici, infermieri e parasanitari pronti a rimodulare funzioni e mansioni perché la struttura si trasforma nel primo Centro neurolesi della Sicilia occidentale.
I primi otto pazienti
Inaugurazione effettuata con i primi 8 pazienti in corsia. E con i venti posti letto già tutti prenotati in questa florida area della provincia di Trapani. Una scelta operata dai vertici del ministero della Salute con l’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi e con il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Trapani Fabrizio De Nicola per fare di Salemi la prima sede decentrata di un centro ormai consolidato, il “Bonino Pulejo” di Messina, numero uno per questo tipo di pesanti patologie che obbligano spesso a lungodegenze, sfibranti anche per parenti costretti a percorrere centinaia di chilometri per assistere o visitare il malato.
Viaggi della speranza e liste d’attesa 
«Cerchiamo così di bloccare o almeno di arginare i costosi e incerti viaggi della speranza risolvendo anche il nodo delle lunghe liste di attesa al Bonino Pulejo», spiega l’assessore Gucciardi tagliando il nastro con il direttore sanitario dell’azienda di Trapani Antonio Siracusa. E indica le prossime tappe: «Per noi Salemi, con questo nuovo presidio per la riabilitazione, è un punto di partenza, un modello da sperimentare anche in altre aree dove un vero e proprio ospedale può non rispondere ai parametri necessari, risultare insostenibile e non efficiente».