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Osteopatia: 10 milioni gli italiani vi ricorrono. Sciomachen e De Biasi: “Importante il riconoscimento di professione sanitaria”

I risultati di un’indagine presentata a Milano. L’auspicio della presidente del Roi e della presidente della Commissione Sanità del Senato è che anche la Camera vari il riordino della professione previsto dal ddl Lorenzin, già approvato dal Senato a maggio dell'anno scorso. 
Quei 10 milioni di italiani che affermano di conoscere e di servirsi dell'osteopatia per i dolori muscolari e scheletrici devono aspettare ancora tempo prima di poter accedere a studi professionali capaci e riconosciuti dallo Stato. Il ddl Lorenzin che prevede il riconoscimento dell'osteopatia come professione sanitaria e che è stato licenziato dal Senato nel maggio del 2016, è fermo alla Camera, dove, invece della valutazione di quanto stabilito dal Senato, sono riprese le audizioni e le verifiche prima di passare al voto. Un percorso, quindi, ancora lungo che relega l'Italia a fanalino di coda per questa professione che in Europa gode di regole chiare e riconoscimenti ufficiali. Questo il quadro secondo Paola Sciomachen, presidente del Registro degli osteopati italiani (ROI), organismo che raccoglie volontariamente tali professionisti, nel corso di un incontro con la stampa e la senatrice Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità, sul gradimento degli italiani nei confronti di questa specialità, indagine demoscopica svolta e commentata da Renato Mannheimer, partner di Eumetra Monterosa, autrice dell’indagine demoscopica. Dall’indagine è emersa una percentuale di italiani pari al 66% (2 su 3) che conosce l’osteopatia e un 20% che almeno una volta nella vita ha avuto contatti con un osteopata.