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Traffico d'organi. Romani (Idv): “Dubbi su presenza cinesi a vertice in Vaticano”

"Allo stato attuale, infatti, in assenza di ispezioni libere e indipendenti, non si ha alcuna certezza che la Cina abbia effettivamente posto fine alla pratica crudele e illegale di prelievo forzato di organi". Così il vicepresidente della commissione Sanità e primo firmatario della legge che regolamenta il commercio illecito di organi prelevati da persone viventi. 
"Solleva forti dubbi la decisione della Pontificia Accademia delle Science del Vaticano di invitare ad un vertice sul traffico di organi il dottor Haung Jiefu, capo del programma statale cinese sui trapianti. Allo stato attuale, infatti, in assenza di ispezioni libere e indipendenti, non si ha alcuna certezza che la Cina abbia effettivamente posto fine alla pratica crudele e illegale di prelievo forzato di organi, in particolare da praticanti del Falun Gong, ma anche da cristiani e altri prigionieri di coscienza". Lo dichiara il senatore Maurizio Romani (Idv), Vicepresidente della commissione Sanità e primo firmatario della legge che regolamenta il commercio illecito di organi prelevati da persone viventi. "Ritengo più che fondate le preoccupazioni espresse da DAFOH (Doctors against Forced Organ Harvesting) l'organizzazione di Medici contro il prelievo forzato di organi, di cui sono membro - spiega Romani - perché ad oggi non si ha modo di verificare con certezza che la Cina abbia voltato pagina in merito agli abusi sui trapianti e intrapreso la riforma annunciata". "In Italia ci siamo finalmente dotati di uno strumento legislativo approvato all'unanimità, simbolo di giustizia e di rispetto dei diritti umani. Mi auguro, dunque - conclude il senatore - che durante la lodevole iniziativa della Pontificia Accademia di dibattere di un tema così delicato venga chiesto quantomeno conto al dottor Jiefu dello stato dell'arte della riforma nel suo Paese e si inizi a fare finalmente luce su un argomento che in Cina, purtroppo, non è affatto trasparente".

Fonte: www.quotidianosanita.it