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Biotestamento. Approvati i primi emendamenti. Nutrizione e idratazione artificiale diventano “trattamenti sanitari”. Il medico dovrà illustrare tutte le alternative prima di staccare le macchine

Vanno avanti i lavori alla Camera. Nelle sedute di ieri e oggi approvati diversi emendamenti, tutti all'articolo 1. Tra questi uno del PD che indica espressamente nutrizione e idratazione artificiali tra i trattamenti sanitari dei quali si può chiedere l'interruzione. Un altro emendamento di Ala definisce meglio i compiti dle medico rispetto alla richiesta di interruzione del paziente. Mentre ieri sono stati approvati due emendamenti (uno Pd e uno M5S) che fanno riferimento alla tutela della dignità della persona e alla sua autodeterminazione. 
Approvati i primi emendamenti al ddl sul biotestamento nelle sedute di ieri e di oggi. All'esame della Camera l'articolo 1 del provvedimento e uno tra i temi più controversi sui quali finora si sono registrate le maggiori differenze di orientamento tra le forze politiche, quello sull'interuzione di nutrizione e idratazione artificali.   In particolare oggi pomeriggio è stato dato il via libera a un emendamento al comma 5 dell'aerticolo 1, a firma Maria Amato (PD) che conferma il diritto di ogni paziente maggiorenne e capace di agire ad interrompere "in qualsiasi momento" i trattamenti sanitari, comprendendo in questa dizione anche la nutrizione e l’idratazione artificiale in quanto si tratta di “somministrazione su prescrizione medica di nutrienti o mediante dispositivi sanitari”.   Un altro emendamento, sempre al comma 5, approvato sempre oggi pomeriggio a firma Ignazio Abrignani (Ala) prevede che qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, "il medico è tenuto a esaminare con il paziente e, se il paziente acconsente, con i suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e a illustrargli le possibili alternative", inoltre si prevede che "il medico è tenuto a promuovere ogni azione di sostegno al paziente, anche avvalendosi dei servizi di assistenza sociale e psicologica".   Nella seduta di ieri invece sono state approvate altre due proposte di modifica al comma 1 dell'articolo 1, targate PD e M5S per inserire anche il concetto di "diritto alla dignità e all'autodeterminazione" e non solo quello alla vita e alla salute come previsto dal testo in discussione.