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“Campania in Salute”, la ricetta anti-crisi della Federico II per la Sanità regionale

Per accelerare i processi di riforma e di efficientamento del Servizio sanitario regionale della Campania l’Università Federico II di Napoli ha studiato un progetto ad hoc. Saranno sviluppati strumenti, procedure e metodologie utili alla risoluzione delle criticità presenti nelle Aziende sanitarie, affrontando i nodi ancora irrisolti del Piano di rientro dal deficit e della programmazione regionale nel governo della Salute. Ecco i dettagli del piano messo a punto dall’Ateneo. 
Dare assistenza alle Asl e agli ospedali per adempiere ai nuovi Lea, gestire i nuovi flussi informativi, rispettare il Piano ospedaliero regionale, il riordino del territorio e il Piano nazionale esiti dell’Agenas. È questo l’obiettivo del nuovo progetto dell’Ateneo Federico II di Napoli. E poi ancora, assistenza h 24 e gestione delle cronicità, riduzione degli accessi impropri in Pronto soccorso e Piano per l’efficientamento degli ospedali, la rete oncologica e la valorizzazione economica delle prestazioni legate alla gestione del paziente fino alla gestione dei posti letto e all’attivazione delle reti dell’emergenza tempo dipendenti.   Sono questi gli altri temi centrali della programmazione sanitaria campana inseriti sotto la lente del progetto “Campania In Salute” messo in campo dal Dipartimento di Sanità pubblica dell’Università Federico II.    “Inauguriamo un percorso formativo - ha spiegato Maria Triassi, ordinario di Igiene della Federico II e Direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ateneo Federico II, nonché responsabile scientifico del progetto - che, con un gruppo di esperti formatori si svilupperà in affiancamento alle Direzioni strategiche di Asl e ospedali della Campania coinvolgendo anche i direttori di distretto e i responsabili di Presidio delle Asl. L’obiettivo è accelerare sui processi di riforma ed efficientamento del Servizio sanitario regionale e sviluppare strumenti, procedure e metodologie utili alla risoluzione delle criticità presenti nelle Aziende sanitarie campane affrontando i nodi ancora irrisolti del Piano di rientro dal deficit e della programmazione regionale nel governo della Salute”.