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Depressione, bisogna avvicinare alle cure chi soffre e ha paura

Diffusa nella popolazione, considerata un problema globale di sanità pubblica, come diabete e ipertensione, spesso non viene percepita come condizione patologica. Al Congresso Europeo di Psichiatria in corso a Firenze e nella Giornata della Salute dell’Oms, il 7 aprile, la depressione sarà al centro del dibattito. Diffusa nella popolazione, considerata un problema globale di sanità pubblica, come diabete e ipertensione, la depressione, gravata inoltre da stigma e vergogna, spesso non viene percepita come condizione patologica. Chi ne è affetto ha un pesante carico di disabilità, al pari di chi soffre di malattie oncologiche e cardiologiche. Spesso la depressione si accompagna a patologie organiche, in oltre il 20% dei casi a diabete e disturbi cardiaci, nel 30% a malattie polmonari e neurologiche. Nonostante ciò solo un soggetto su cinque si cura. Talvolta i sintomi depressivi vengono ricondotti a una fisiologica risposta adattativa alla patologia medica, per cui ci si aspetta che la persona “reagisca”. 
Perdita di sonno 
Altre volte i sintomi vengono riconosciuti, ma non trattati, peggiorando così non solo la qualità della vita e delle relazioni di chi ne è affetto, ma anche aumentando il rischio di morte, fino a tre volte nel caso dell’infarto del miocardio, per fattori biologici correlati. Il sonno è tra i fattori di rischio principali per la depressione in tutte le età, ma nell’era digitale e dell’accelerazione tecnologica, la perdita di sonno e lo stress emozionale nei bambini e adolescenti li espone maggiormente a conseguenze a livello immunologico, endocrino e di depressione. La deprivazione di sonno può produrre conseguenze sul lungo periodo in termini di formazione dei circuiti cerebrali che correlano con un aumento di disturbi depressivi nel corso della vita, a comportamenti a rischio e all’abuso di sostanze.