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Primavera o estate, a ogni stagione la giusta dose di sole

Uno studio del Politecnico di Valencia cerca di capire quali sono i tempi giusti per esporsi in sicurezza. Scoprendo che in inverno è quasi impossibile ottenere in modo naturale la quantità di vitamina D che serve al nostro organismo. 
Con la primavera si avvicinano i primi bagni di sole e con questi i soliti dubbi che riguardano la corretta esposizione ai raggi solari. Quanto si può godere del piacevole tepore senza danneggiare la salute? L’ennesimo studio sull’argomento si è soffermato a calcolare la quantità di esposizione necessaria per ottenere la giusta dose giornaliera di vitamina D, importante soprattutto per proteggere le ossa e per non indebolire il sistema immunitario. Se in primavera ed estate bastano dai 10 ai 20 minuti, in inverno bisognerebbe abbronzarsi per circa due ore. Obiettivamente quasi impossibile.  Si sa che gli abitanti di Paesi i cui climi non consentono una prolungata esposizione al sole soffrono di carenza di vitamina D. Ma secondo lo studio condotto dal Politecnico di Valencia (e non solo) anche nazioni dal clima più temperato come Spagna e Italia, almeno in inverno, hanno lo stesso problema. «Nonostante la Spagna abbia in media molte ore di sole giornaliere ci sono alte percentuali di deficienza di vitamina D in tutta la popolazione», spiega la professoressa Maria Antonia Serrano, autrice dello studio. Visto che la vitamina è contenuta in pochi alimenti (pesci grassi come il salmone, uova, olio di fegato di pesce, latticini e funghi) il miglior modo di acquisirla è tramite la sintesi cutanea che avviene sotto l’azione della luce solare.