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Primavera, tempo di allergie

Per 1 italiano su 3 l’arrivo della bella stagione è associata a starnuti, lacrimazione e naso chiuso. Le forme allergiche sono in crescita soprattutto nei giovani. PER IL 33,6% degli italiani la primavera è associata all’arrivo delle allergie e ai relativi fastidi. La bella stagione evoca sì buon umore, energia e positività, ma anche starnuti, prurito agli occhi, lacrimazione e naso chiuso. Che le allergie siano infatti un problema diffuso lo testimoniano i dati emersi da un’indagine di Assosalute su un campione di mille italiani: il 40% del campione dichiara di soffrire di una qualche forma allergica e, in particolare, la quota di allergici che soffrono inesorabilmente tutte le primavere, spesso o sempre, è pari al 19,5% del campione, percentuale in aumento rispetto a un’analoga rilevazione del 2014, quando era del 16,7%. “Il trend di crescita di ciò che gli italiani percepiscono non fa che confermare quello che già alcuni ricercatori avevano messo in evidenza anni fa: almeno un terzo di bambini e adolescenti ha una forma di allergia e le proiezioni a livello internazionale stimano che nel 2020 le allergie interesseranno la metà di questa popolazione”, commenta Giorgio Walter Canonica, Presidente SIAAC, Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica.   
Le cause
Perché il numero degli allergici è in continuo aumento? Colpa del nostro stile di vita, dicono gli esperti. Le persone che ne soffrono hanno sicuramente una predisposizione genetica, ma poi è l’ambiente che scatena la reazione. “E’ lo scotto che dobbiamo pagare per aver introdotto norme e comportamenti che da una parte ci preservano da infezioni e malattie, ma dall’altra ci rendono più sensibili”, continua Canonica. È aumentato anche il tempo che si passa al chiuso, in ambienti poco areati, e questo aumenta la concentrazione di allergeni. “I bambini giocano molto poco all’aperto e quindi sono meno esposti alle sollecitazioni durante l’età dello sviluppo, e quindi sono più esposti allo sviluppo di allergie”, spiega ancora l’allergologo.