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Schizofrenia, arriva una terapia unica da prendere 4 volte l'anno

Gli esperti riuniti al Congresso dell'Associazione europea di psichiatria: "Più vantaggi per i pazienti che tendono ad abbandonare le cure". 
Iniziano la terapia, la rispettano per un tempo minimo. Poi smettono di curarsi e abbandonano il protocollo. Col rischio di una ricaduta e di un regresso rispetto ai risultati faticosamente raggiunti. Perché? Stigma, rifiuto della malattia, rimozione del proprio vissuto. Oppure difficoltà organizzative e rapporti familiari non facili. Ecco alcune ragioni, spesso difficili da definire, che impediscono ai pazienti affetti da schizofrenia di curarsi come si deve. Cioè con continuità e al netto di pause non previste. Ma oggi la farmacologia  offre a questa fascia di soggetti una chance di maggiore libertà grazie alla prima terapia distribuita in sole quattro somministrazioni all’anno. 
La molecola. 
La molecola che ne è alla base si chiama "paliperidone palmitato" e permetterà  una vita meno stressante, appartenendo alla classe dei farmaci “Long acting injectables”(Lai). Dei risvolti positivi di un protocollo più agile, si è discusso ieri al 25esimo congresso europeo di Psichiatria che si conclude oggi pomeriggio a Firenze. Ed è proprio la maggiore autonomia di gestione l’attrattiva maggiore per quella che l’ordinario di Psichiatria di Siena Andrea Fagiolini, definisce una  «patologia sempre più giovane, con un’età media alla diagnosi in diminuzione».