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Specialisti ambulatoriali indispensabili per far rispettare i Lea e ridurre le liste d’attesa

A mio parere, tutti i Piani straordinari per la riduzione delle liste di attesa possono senz’altro ridurre momentaneamente le attese ma per funzionare, le Regioni devono assegnare sul territorio le ore necessarie di specialistica ambulatoriale interna avendo il coraggio di ricoprire i turni orari di quelle branche specialistiche carenti. Sono inoltre certo che se i Pdta saranno correttamente applicati le liste di attesa legate alle prestazioni verranno alleggerite.
Vorrei partire da due recenti notizie di politica sanitaria per poi sviluppare una riflessione personale sull’evidente necessità di un maggior coinvolgimento della specialistica ambulatoriale nella gestione delle liste d’attesa, elemento questo che se governato bene a cascata è in grado di produrre effetti positivi nell’offerta dei Livelli essenziali di assistenza e dunque per tutto il sistema sanitario.   La prima notizia è che in queste settimane tre Regioni, il Piemonte, l’Emilia Romagna e il Lazio, hanno predisposto o stanno predisponendo dei Piani regionali di governo delle lista d’attesa. Obiettivo dichiarato è il contenimento delle liste in una logica di attenzione nei confronti dei bisogni dei cittadini. La seconda notizia è la dichiarazione della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, secondo la quale le cinque Regioni del centro-sud in piano di rientro (Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) se da un lato stanno lavorando bene sul versante del risanamento dei conti, viceversa dal versante dell’offerta sanitaria non raggiungono la “soglia minima” delle cure garantite ai cittadini dal Ssn, ovvero dei Livelli essenziali di assistenza. I piano di rientro non garantiscono l’offerta sanitaria Ora, appare evidente che i piani di rientro costringono le Regioni interessate a non poter programmare, ma le costringono, in primis, ad abbassare quelli che sono i costi di produzione facendo tagli lineari (spesso applicati in maniera impropria), e incidendo principalmente sull’erogazione delle prestazioni sanitarie ai cittadini invece che sugli sprechi e la mala gestione.