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Telefoni cellulari e tumori al cervello Vent’anni di studi, poche evidenze

I campi elettromagnetici sono stati inseriti nell’elenco dei «possibili cancerogeni», ma la maggior parte degli studi non ha dimostrato il nesso di causa-effetto. E non c’è stato un aumento dei casi di tumore al cervello da quando i telefonini sono in commercio. 
«Tumore benigno ma invalidante». Con questa motivazione il Tribunale di Ivrea ha condannato in primo grado l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente di un’azienda di 57 anni cui è stato diagnosticato un tumore alla testa (neurinoma) dopo che per 15 anni ha usato il cellulare per più di tre ore al giorno. Oggi l’uomo non sente dall’orecchio destro perché durante l’intervento chirurgico gli è stato asportato il nervo acustico. Quello del rapporto tra uso di telefoni cellulari e tumori è un tema studiato, da diversi anni, ma su cui non si è ancora arrivati a conclusioni definitive. 
«Possibilmente cancerogeni» 
Nel 2011 un gruppo di 34 esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione (Iarc) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al termine di una revisione di studi sul tema, definisce i campi elettromagnetici (radiofrequenze dei telefoni cellulari e di altri dispositivi wireless) «possibilmente carcinogeni» (gruppo 2B), per i quali vi è una limitata prova di cancerogenicità negli esseri umani. Sono in questa lista tutti gli agenti per i quali al momento esiste solo qualche sospetto di pericolosità per l’uomo. Un anno dopo, nel 2012, c’è la prima sentenza italiana: la Corte di Cassazione, sezione lavoro, dà ragione a Innocente Marcolini, 60enne bresciano, ex dirigente d’azienda. Per i giudici è stato l’uso continuo del cellulare per motivi di lavoro a causare il tumore benigno al trigemino sinistro (neurinoma del ganglio di Gasser). L’Inail è costretta a versare all’uomo una pensione per invalidità all’80%. Innocente Marcolini ha spiegato che per 12 anni faceva telefonate continue, al cellulare o al cordless, per almeno 5-6 ore al giorno, e che l’auricolare lo usava solo quando era in auto.