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Un piano per sconfiggere le epatiti

Il report appena presentato al congresso europeo di Epatologia Easl. L'Organizzazione mondiale della Sanità vuole cancellarle entro il 2030. Anche grazie al calo dei costi dei farmaci. Ecco come...   
AMSTERDAM - L'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della Sanità è eliminare le epatiti virali entro il 2030 riducendo le nuove infezioni del 90 per cento e la mortalità del 65. Come riuscirci? La risposta è in un report, appena presentato al congresso europeo di Epatologia Easl. Report che si focalizza soprattutto su epatite B e C, responsabili del 96 per cento della mortalità dovuta a tutte le epatiti. Le strade percorribili per arrivare all'obiettivo sono differenziate a seconda che si parli di paesi occidentali o in via di sviluppo. Ma la strategia è unica: prevenire, fare i test e trattare i malati.  
I morti. 
Le epatiti sono considerate uno dei maggiori problemi di salute pubblica. E i morti lo confermano: 1.34 milioni di decessi nel 2015, un numero che si può paragonare alle morti per tubercolosi, e più basso di quelle dovute a Hiv. Numero in crescita. La maggior parte dei decessi per epatite nel 2015 è stata provocata da malattie epatiche croniche (720 mila alla cirrosi) e a cancro epatico (470mila a carcinoma epatocellulare). E molti sono quelli che vivono con il virus: la stima è di 257 milioni di persone che vivono con infezione cronica da epatite B, soprattutto in Africa e nei paesi del Pacifico, e 71 milioni con quella da epatite C, soprattutto in Europa e nei paesi del Mediterraneo dell'est.