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Il Parkinson nasce dall’intestino?

Si susseguono le ricerche che «legano» la malattia nervosa a fenomeni che si verificano nell’apparato digerente. Arriva dallo studio di un gruppo internazionale diretto da Bojing Liu al Karolinska Institutet di Stoccolma, appena pubblicato sulla rivista scientifica Neurology, la conferma indiretta di quanto Heiko Braak della Goethe University di Francoforte aveva indicato per primo, e cioè che la malattia di Parkinson inizia a svilupparsi a partire dall’intestino, dove comincerebbe a formarsi l’alfa-sinucleina, proteina alterata che rappresenta ormai il marker distintivo di questa malattia. La sinucleina si propaga come i prioni della mucca pazza, cioè con un effetto domino che altera geometricamente le proteine, tanto che oggi si parla di sinucleina prionoide, la quale, persa la struttura a elica, converte le altre in microammassi non funzionali, con un effetto che si propaga verso la corteccia cerebrale. 
Tagliare la strada 
I ricercatori dell’ateneo svedese, insieme a quelli dell’Università di Los Angeles, dell’Orebro University Hospital e della Michigan State University, hanno pensato di tagliare la strada all’alfa-sinucleina effettuando una sezione del nervo vago: il vago è infatti il principale fascio nervoso di collegamento fra i centri cerebrali superiori e i visceri. Non sono riusciti ad eliminare il Parkinson, ma certamente a determinarne un rallentamento riducendo il rischio che si sviluppi, anche se trattandosi del primo studio di questo tipo si attendono nuove evidenze. A 5-10 anni l’effetto pare evidente, mentre dopo vent’anni sembra attenuarsi.