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“La diagnostica senologica: competenze, comunicazione e responsabilità”. Il convegno nazionale Sirm a Grado





DIAGNOSI TUMORE AL SENO
Secondo la Sirm la chiave di volta di una nuova via in senologia è la cura della comunicazione e l’informazione precisa e puntuale alle donne da parte dei radiologi senologi, un tempo dietro le quinte della diagnosi e oggi sempre di più invece protagonisti della presa in carico delle utenti a rischio di tumore o già ammalate. 
L’Assessore alla salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca, ha inaugurato mercoledì 10 maggio a Grado presso il Palazzo regionale dei Congressi il Convegno Nazionale organizzato dalla Sezione di Senologia della Sirm, presieduta da Chiara Zuiani.  Il Convegno, aperto dalla lectio magistralis di D.B. Kopans di Boston, prevede una tavola rotonda con la presidente Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici) Roberta Chersevani e un folto programma scientifico con un focus sulla importanza della comunicazione in senologia. Secondo la Società scientifica Sirm infatti la chiave di volta di una nuova via in senologia è la cura della comunicazione e l’informazione precisa e puntuale alle donne da parte dei radiologi senologi, un tempo dietro le quinte della diagnosi e oggi sempre di più invece protagonisti della presa in carico delle utenti a rischio di tumore o già ammalate. La comunicazione in Radiologia oggi rappresenta uno dei cardini della diagnostica, secondo M. Bazzocchi, con l’obiettivo di  promuovere la cura ottimale per la paziente, minimizzando i rischi di errore. Il radiologo è spin di un processo in cui rappresenta il primo anello di una catena di professionisti che si prendono cura della donna affetta da una malattia del seno, dall’informazione degli obiettivi, fino alla diagnosi istologica e alla sua comunicazione. Ma ad ostacolare questo processo concorre spesso la disinformazione attraverso articoli, di scarso valore scientifico, che hanno rischiato di ridurre l’accesso allo screening. Ed è proprio sull’illustrazione di studi clinici controllati che si concentra Kopans, svelando le false argomentazioni dei detrattori dello screening e confermando che lo screening nelle donne tra i 40 ed i 74 anni può salvare la vita.