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Roma, l'Istituto per sordi a rischio chiusura

L'Istituto sordi di Roma (Issr) è stato fondato nel 1784  
I fondi promessi dal ministero nel 2012 non sono mai arrivati, dipendenti da mesi senza stipendio. Una manifestazione per cercare di uscire dallo stallo. 
Via Nomentana, civico 54: ai più questo indirizzo non dirà nulla: per altri, invece, è il punto di riferimento di tutta una vita. Parliamo dell'Istituto per sordi di Roma (Issr) che, dopo oltre due secoli di vita, rischia la chiusura per mancanza di fondi. Nato nel 1784, l'Issr è la più antica struttura di assistenza per sordi in Italia seguita da quelle di Torino e Palermo: nonostante ciò ha saputo negli anni rinnovarsi e adeguarsi al cambiamento dei tempi fornendo servizi sempre più specializzati e all'avanguardia. Solo per fare alcuni esempi sono svolti corsi di Lingua dei segni (anche per udenti) o di italiano e inglese per sordi; c'è poi uno sportello gratuito di consulenza al quale le persone si rivolgono da tutta Italia per problemi comunicativi, educativi, relazionali, psicologici e giuridici. Tutto questo per un bacino di utenza, solo regionale, calcolato attorno alle diecimila unità. All'interno della sede sono ospitate anche una scuola dell'infanzia e una primaria (distaccate nel 2000 dal Provveditorato con il Decreto n.46152/2000 ) tra le poche in Italia a consentire classi miste di bambini sordi e udenti, un esempio di integrazione sociale unica. Proprio in virtù di questi cambiamenti l'Issr ha bisogno di un regolamento governativo che ne disciplini le funzioni e lo doti di una pianta organica. I primi passi in questo senso sono stati fatti nel 1997 grazie alla legge Bassanini (L.59/1997) che lo ha promosso a 'ente finalizzato al supporto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche'.