Breaking News

Il sogno di Fabio, fantino cieco «Il mio cavallo vede per me»




Fabio Ulivastri
Anche lo sceicco Mohamed bin Rashid al Maktum, primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, ha voluto incontrarlo durante una delle ultime competizioni italiane. Perché Fabio Ulivastri, fiorentino verace e grande chiacchierone, è l’unico cavaliere non vedente che gareggia nell’endurance equestre (ovvero corse a cavallo in mezzo alla natura) insieme a tutti gli altri concorrenti. Classe 1968, cieco dall’età di 30 anni a causa di un glaucoma, è guidato dalla sua istruttrice Francesca Gentile attraverso un microfono nel caschetto come fanno i piloti quando comunicano con i box. In sella a Indagato di Gallura, «che sopperisce alla mancanza dei miei occhi – racconta Fabio –, sfido i “normodotati” sui 30 chilometri e a volte li batto. Il mio miglior risultato in gara è stato l’anno scorso: settimo nella classifica del campionato regionale toscano. 

Mica male per uno come me. Ora vorrei competere anche sui 60 chilometri, e poi mi piacerebbe gareggiare pure all’estero, in Camargue o in Belgio ad esempio, per far vedere che un non vedente può correre alla pari con tutti: l’Italia non è seconda a nessuno in fatto di integrazione. Ma servirebbe uno sponsor per sostenere le spese di trasferta». Intanto galoppa lungo l’Arno, in attesa dei prossimi appuntamenti con l’endurance: fine agosto a Grosseto e in novembre a Follonica.