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Il Sistema Implantare GSI: intervista al Dott. Pierfranco Cannavale - Odontoiatra

Dott. Pierfranco Cannavale - Odontoiatra
Molte persone rifiutano l'implantologia perché hanno sentito dire che è dolorosa e provoca vistose tumefazioni al viso nel post operatorio. Le nuove tecnologie, però, hanno migliorato il comfort generale di questo tipo di intervento. Abbiamo intervistato in proposito il Dott. Pierfranco Cannavale  - Odontoiatra.

In cosa consiste l'Implantologia Dentale?
Innanzitutto, occorre pianificare prima l’intervento avvalendosi di un esame 3D. Durante l’intervento, poi, grazie alla scansione intra-operatoria dell’osso, si riesce ad essere delicati e ad annullare dolore e gonfiore.



In fase di lettura, l’attrito generato dal lettore (definito per convenzione Resistenza Ossea) viene registrato dal software, convertito in un valore espresso in Newton e visualizzato sul display in formato diagrammatico e alfanumerico (Cm). Il risultato dell’elaborazione digitale fornisce all’operatore i dati essenziali per definire il grado di compattezza del tessuto osseo e decidere gli steps chirurgici successivi.



Cosa succede nella fase di "incorporazione" dell'impianto?
In fase di incorporazione, l’attrito prodotto dall’impianto endosseo durante "l’affondamento" (definito convenzionalmente Resistenza all’Inserzione) nel tunnel implantare viene acquisito dall’intelligenza artificiale del motore, elaborato e trasmesso al display in versione diagrammatica e valore alfanumerico espresso in Newton. I numeri di coppia ottenuti rappresentano l’equivalente biologico della stabilità primaria e del livello di compressione esercitata dall’inserto alloplastico all’interfaccia. Core della metodica “Guided Security Implant” è sicuramente la possibilità di eseguire una scansione meccanica localizzata, alveolo per alveolo, del grado di mineralizzazione ossea.

A cosa serve questo dato?
Questo dato identifica in modo oggettivo la tipologia ossea, ma soprattutto orienta il clinico nella scelta della sequenza di preparazione per definire il grado di stabilità primaria identificata come ideale per il programma implantoprotesico o il quadro istofisiologico dell’osso cimentato. Per l’operazione ci si avvale del lettore dedicato, il cui attrito fornisce all’operatore: Cm (resistenza media), Cp (punto di massima resistenza), I (integrale della funzione resistenza profondità), P (profondità di lavoro) programmabile dall’operatore. L’identificazione intraoperatoria della densità ossea e la conformazione strutturale del sito orienta il clinico verso la scelta del disegno implantare, compatibile con il programma clinico, del grado di compressione all’interfaccia osso impianto che viene infine visualizzata da un grafico di inserimento rappresentante l’equivalente biologico della stabilità primaria lungo tutta la superficie dell’inserto alloplastico. Il sistema implantare GSI manifesta una chiara superiorità statistica nel trattamento delle classi ossee “difficili” (D1-D4), dove variabilità biologica ed errori procedurali interferiscono con i processi di guarigione ossea post-chirurgica, nonché una indiscussa predicibilità nel trattamento dei carichi protesici immediati laddove la stabilità primaria dell’impianto è una condizione imprescindibile.