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La malattia parodontale: intervista al Dott. Mario Costa

Dott. Mario Costa - Odontoiatra
La malattia parodontale, più comunemente conosciuta come piorrea, è la prima causa di perdita di denti negli adulti. Provoca subdolamente l'indebolimento dei tessuti di supporto e la successiva mobilità dei denti, fino alla loro perdita. Abbiamo intervistato il Dott. Mario Costa per saperne di più.

Da cosa dipende questa malattia? Prima di quest'intervista Lei parlava di una cattiva ed una buona notizia ...
Si. La cattiva notizia è che si nasce predisposti, ed a oggi non c'è una terapia genica in grado di curarla; la buona è che esistono dei trattamenti in grado di rallentare, e spesso di arrestare, l'andamento della malattia. Molto importante è la collaborazione attiva del paziente, senza la quale tutti gli sforzi del team odontoiatrico risulterebbero vani. 

In Italia, il 50% della popolazione adulta soffre di questo problema. Come è possibile una diagnosi precoce a fine di minimizzarne gli esiti? 
La diagnosi la facciamo con una semplice visita, eseguita con uno strumento che si chiama "sonda parodontale". Questo semplice "righello" con la punta smussa viene passato dall'odontoiatra o dall'igienista nel solco gengivale di tutti i denti per valutare due cose: se c'è sanguinamento (infiammazione) e quanto misurano eventuali spazi (tasche) tra dente e gengiva. 

Come si presenta questa malattia?
Negli stadi iniziali la malattia si presenta con arrossamento e sanguinamento gengivale, ed in questa fase una semplice seduta di pulizia dei denti può bastare per ripristinare la salute orale. 

Cosa accade invece quando la malattia viene sottovalutata o non ci si accorge in tempo di essere ammalati?
Quando la malattia viene sottovalutata e dalla gengive si passa alla parodontite, il trattamento viene eseguito in più sedute ed in anestesia locale. Il trattamento consiste nella rimozione meccanica del tartaro e della placca presenti sotto gengiva, con strumenti ad ultrasuoni e con strumenti manuali, che scendendo sotto gengiva permettono agli operatori abilitati (dentisti o igienisti) di rimuovere i residui patologici e di "levigare" le superfici delle radici dentarie, in modo da facilitare le manovre di igiene domiciliare, la riduzione fino alla scomparsa dei segni di infiammazione ed il successivo "rinsaldamento" dei denti. 

E per i denti gravemente compromessi?
Purtroppo i denti compromessi vanno tolti, per questo la diagnosi precoce è fondamentale. Molto importante la cura domiciliare, da eseguire con lo spazzolino elettrico adeguato e con altri ausili (filo, scovolino ecc.) che l'operatore suggerirà di volta in volta al paziente. In ultimo il mantenimento nel tempo con semplici sedute di igiene ad intervalli regolari (tra i due ed i sei mesi a seconda della gravità del caso) garantiscono una durata dei risultati faticosamente ottenuti.