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Biologi, D’Anna: "Nessun risarcimento chiesto a studenti che su Fb, hanno diffamato l'ONB

Sen. Dr. Vincenzo D'Anna, presidente Ordine dei Biologi
ROMA. "Non corrisponde al vero la circostanza secondo cui l'Ordine nazionale dei Biologi avrebbe richiesto un risarcimento a carico dei tre studenti ( ora laureati ) responsabili della pagina Facebook 'Biologi per la Scienza'. In realtà l'azione posta in essere (ai sensi dell’art. 700 del c.p.c.) nei loro confronti è di tipo cautelare ed è principalmente finalizzata a sollecitare l’obbligo che incombe sul social network, di controllare i post che vengono pubblicati e, solo in via subordinata, è tesa a ottenere la condanna a rimuovere le diffamazioni, le accuse di brogli elettorali e le offese rivolte, attraverso quello stesso profilo social, al rappresentante dell'ONB ed ai cinquantamila Biologi iscritti all'Ordine".
Lo specifica, in una nota, il senatore Vincenzo D'Anna, presidente dell'Ordine dei Biologi, che poi prosegue: "Abbiamo esibito centinaia di screenshot risalenti ad oltre un anno di post diffamatori ed oltraggiosi, che hanno costretto l’Ordine a rivolgersi alla giustizia civile non avendo sortito alcun effetto la segnalazione recapitata formalmente a Facebook. Sismo in presenza di post, vignette, asserzioni mendaci, finanche illazioni gratuite sul corretto svolgimento e l’esito delle elezioni che hanno portato alla ribalta i nuovi componenti degli organismi di governo dell’ente pubblico".
"Per mesi - prosegue D'Anna - da quella pagina è stata svolta, con costanza, una vera e propria azione denigratoria volta a creare disdoro all’immagine dell’Ordine dei Biologi ed a quella del suo presidente. Finanche l’invito a non pagare la quota di iscrizione ed a disdettare sul falso presupposto che l’ONB svolgesse attività No Vax. Un cumulo di offese e di denigrazioni gratuite che non poteva essere più tollerato". "Da tale punto di vista - aggiunge ancora il presidente dell'Onb - la raccolta fondi promossa dai tre denunciati, per come è stata motivata su Facebook, induce erroneamente a credere che essi siano oggi oggetto di un’azione risarcitoria che, si ripete, non è stata avviata. Insomma, siamo di fronte all’ennesima mistificazione della verità".
"Ai magistrati il compito di accertare la realtà dei fatti" conclude il presidente dell'Ordine".