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Campania. Coronavirus, laboratori privati "in pressing" sulla Regione. Lamberti (Federlab): "Fateci fare i test sierologici per gli anticorpi"

In foto Gennaro Lamberti, Federlab Italia
NAPOLI. Con una "lettera aperta" indirizzata al governatore Vincenzo De Luca, Federlab Italia e Aspat (associazioni di categoria del comparto della laboratoristica e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il SSN), insieme con Confindustria Campania, hanno voluto ribadire, "per l'ennesima volta", che "anche i laboratori privati autorizzati e accreditati della regione Campania sono in grado di poter effettuare i test sierologici finalizzati alla ricerca degli anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi dell'infezione da SARS-CoV-2. "Qualora palazzo Santa Lucia non motivasse princìpi diversi e contrari, vorrà dire che inizieremo ad eseguire tali test 'anticorpali' dal prossimo 4 maggio" ha dichiarato Gennaro Lamberti, presidente di Federlab (che solo in Campania vanta circa 700 strutture associate). Premesso, ha precisato ancora il leader dei laboratoristi, che "questi test non danno alcuna 'patente di immunità', perché ancora non sappiamo come e quanto si sia protetti da una seconda infezione, esiste tuttavia una ragionevole valutazione basata su quello che hanno insegnato altri coronavirus, e cioè che se sono presenti anticorpi IgG, un certo grado di protezione si sviluppa".
Ebbene, ha aggiunto Lamberti: "conoscere anche questa informazione, in una fase così decisiva, in cui dobbiamo stabilire distanze e capacità infettante, è senza dubbio un fatto importante per non dire essenziale". "Torniamo a ricordare a De Luca che i test sierologici sono facilmente erogabili dai laboratori privati e accreditati campani, che sono assolutamente attrezzati per farli" ha rilanciato il presidente di Federlab per poi rivolgere un appello al governatore campano ma anche al ministro della Salute Roberto Speranza: "servono linee guida nazionali. I laboratori fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale a tutti gli effetti, chiediamo di solo poter fare il nostro lavoro e di essere utili alla popolazione e alle aziende. D'altro canto penso che rientri nel diritto alla salute se un singolo a cittadino decide di volersi sottoporre o meno a questo test".